TERZA EDIZIONE
CROCEVIA DI SUONI JAZZ FESTIVAL
Agrate Brianza 27,29,30 giugno e 1 luglio 2007
Si è conclusa domenica scorsa, facendo registrare un enorme successo di pubblico e critica, la terza edizione del festival jazz "Crocevia di Suoni", ideato dall’Associazione Culturale FGT Crocevia Musicali e realizzato in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Agrate Brianza (MI), sotto la direzione artistica di Felice Clemente.
Il Festival, ha trasformato in una “quattro giorni” di grande jazz il cuore della città, ovvero, il Parco Aldo Moro e la Piazza S.Paolo in cui dagli inizi del mese e per tutto il periodo estivo è allestito un grande palco coperto con 500 posti a sedere.
Questi si sono trasformati in suggestivi luoghi di incontro per tutti gli appassionati di jazz dell’agratese e per quelli provenienti dalla provincia di Milano, dimostrandosi una cornice perfetta per lo svolgimento della kermesse. Ognuna delle quattro serate in programma ha attirato un numero di jazzofili che andava ben oltre le previsioni.
L’enorme successo di pubblico è stato determinato soprattutto dalla ricchezza, dalla varietà e dalla indiscussa qualità del cartellone, in cui erano presenti grandi nomi del panorama jazzistico nazionale ed internazionale.
L’inaugurazione della kermesse, in programma mercoledì 27 giugno, è stata affidata a ENZO GENTILE che ha incontrato e raccontato FRANCO CERRI presso la Sala Consiliare di Agrate Brianza con inizio alle ore 21, un appuntamento con la storia del Jazz .
FRANCO CERRI Non soltanto il chitarrista italiano più popolare e autorevole, ma anche uno degli stilisti più importanti del mondo jazzistico europeo, nel quale i grandi chitarristi non sono certo mancati.
Cominciata la sua lunga e feconda carriera nel 1945, al fianco di Gorni Kramer con Bruno Martelli, Franco Mojoli e Carlo Zeme. Cerri si è trovato nel 1949 ad accompagnare Django Reinhardt, la sua prima, vera influenza chitarristica alla quale seguirono quelle di Jimmy Raney e di Barney Kessel, forse all'origine del sound secco, tagliente degli anni '50, sino ad arrivare a Wes Montgomery e Jim Hall. Negli anni '50 si è poi trovato al fianco di grandi maestri del jazz: da Chet Baker a Gerry Mulligan, da Billie Holiday a Lee Konitz, ai musicisti del Modern Jazz Quartet.
Le sue collaborazioni vantano altri nomi illustri come: Dizzy Gillespie, Lee Konitz, Jean Luc Ponty, Phil woods, Stephane Grappelli. Cerri si è esibito in Scandinavia, Francia, Olanda, Germania, Svizzera, Belgio, Malta, Montecarlo e negli Stati Uniti nell'ottobre 1966 al 'Lincoln Center' di New York.
Salvo una breve interruzione nel 1952 è sempre stato attivissimo sia in Italia che all'estero risultando uno degli uomini più in vista del jazz italiano.
I decenni successivi saranno caratterizzati da una intensa attività concertistica in molti festival internazionali del jazz. Nel 1958 ha registrato con Claude Wiliamson.
Da ricordare le incisioni con il sestetto e il quartetto di Chet Baker nel 1959 e sempre nel 59 le registrazioni della 'European jazz Star' di cui ha fatto parte.
La collaborazione con la televisione, lo renderà artista popolare anche presso il grande pubblico, è intervenuto in più di 750 trasmissioni e ha i condotto i programmi della Rai come 'Fine serata da Franco Cerri' o il 'Jazz in Italia' o 'Il Jazz Graffitti'. Alla testa di quartetti e quintetti propri, nei quali figurano anche nuovi talenti della scena italiana quali Gianluigi Trovesi e Tullio De Piscopo.
Da oltre quarant'anni è primo nella classifica del referendum nazionale per chitarristi jazz.
La discografia di Franco Cerri parte dal 1952 è costituita da album pressoché irreperibili e fuori commercio comprende 78 giri, 33 giri, 45 giri e cd più diverse collaborazioni. In '12 bacchette per una chitarra' Cerri collabora con i più grandi
direttori d'orchestra italiani come Ennio Morricone, Claudio Simonetti, Lelio Luttazzi, Kramer...
Nella serie Malobbia degli anni 70 (f.c) troviamo le collaborazioni con Tony Scott, Gorni Kramer, Nando De Luca...
E poi, i recenti Cerri & Cerri (Dire), con il figlio Stefano, e il progettuale "A Django".
En Souvenir De Milan (CDPM Lion), che propone approfondite e complesse rielaborazioni di brani del repertorio di Reinhardt e in cui figura il Franco Cerri Guitar Quartet, pregevole risultato di un quinquennio di lavoro didattico.
'In punta di Cerri' è tra gli ultimi lavori discografici dell'artista.
Nel 2003 l'etichetta Italiano Jazz ha ripubblicato in CD l'album From Cathetus to Cicero e nel 2004 è uscito per la MGM l'album Ieri e oggi.
Venerdì 29 giugno alle ore 21.30, è stato il turno di Pietro Tonolo col suo quartetto considerato uno tra gli artisti più rappresentativi del jazz europeo.
In questo quartetto, di recente formazione, Il sassofonista veneto è affiancato dal “veterano” Marc Abrams, contrabbassista newyorkese trapiantato in Italia, e da due giovani musicisti emergenti: il chitarrista Riccardo Chiarion, che ha rappresentato il conservatorio di Trieste nell’edizione 2006 del prestigioso European Jazz Project, e il batterista padovano Tommaso Cappellato, reduce da una decennale permanenza a New York, durante la quale è stato anche allievo di Jimmy Cobb.
Il gruppo ha proposto un repertorio particolarmente vario, che ha compreso brani originali e standards, composizioni del sassofonista Steve Lacy e materiale tratto dall’album Italian Songs di Tonolo, recentemente pubblicato da Egea Records.
Dopo questo splendido primo concerto caratterizzato da una grande partecipazione del pubblico, il festival è proseguito con un doppio concerto del sabato 30 giugno in Piazza S.Paolo, il primo pomeridiano con NUEVOS AIRES ENSEMBLE - FolkTangoJazz del Sudamerica che ha riscosso un grande consenso di pubblico composto da Paóla Fernández Dell’Erba – Voce, Felice Clemente – Sassofoni, Javier Pérez Forte – Chitarra, Francesco D'Auria – Percussioni.
Le zone variopinte del Nord dell’Argentina e il verde del Brasile nostalgico… I ritmi neri della milonga che salutano i ‘fratelli del nord’ di quello stesso continente americano... L'incedere incalzante e lo swing… La verve comunicativa, estroversa e generosa, e l’intimità del canto puro…. Tango e jazz, simbolo di popoli in eterno cammino…
Proposta unica, frutto di una contaminazione fertile e stupefacente che si rinnova, divertita, a ogni nota. Nuevos Aires ha evocato cieli aperti, grandi distanze e la traccia di generazioni di uomini in viaggio con la loro musica. In repertorio, i ritmi dell’America del Sud, il fascino della cantabilità latina (tango compreso) e un contributo personale significativo. Alcune contaminazioni tra il folklore sudamericano e il migliore spirito jazz, si sono affiancante a composizioni presentate nella semplicità della loro versione pura. Originalità e forte vena comunicativa si sono manifestate negli arrangiamenti e nelle possibilità lasciate all’improvvisazione.
Sempre sabato 30 giugno alle ore 21.30 presso la Piazza S.Paolo è stato il turno del fantastico trio di MASSIMO COLOMBO composto Massimo Colombo – Pianoforte, Marco Micheli – Contrabbasso,
Francesco Sotgiu – Batteria. “Lo spunto tematico del concerto: Caravaggio, è preso dal titolo dell’ultimo Cd di Massimo Colombo, edito da Symphonia e realizzato con il bassista Jeff Berlin ed il batterista Billy Cobham, in cui il grande pittore italiano diventa una sorta di pretesto lessicale, una metafora per indicare le dinamiche chiaroscurali della musica ponendole a confronto con gli impareggiabili giochi di luce della pittura
caravaggesca.
Il pianista e compositore milanese ha presentato però il progetto con il trio “italiano”, proponendo anche brani tratti dal precedente album: Conscious, realizzato proprio con Marco Micheli e Francesco Sotgiu, quasi a dare unità al suo percorso artistico degli ultimi anni, nel quale ha sostanzialmente trovato una sintesi tra le varie componenti della sua poliedrica personalità. Figura trasversale, dai molteplici interessi, Massimo Colombo rappresenta bene l’immagine del jazzista contemporaneo: formazione sia classica sia jazzistica, conoscenza del mondo del pop, brillante tecnica strumentistica e notevole padronanza delle tastiere e dell’elettronica. A queste doti, si aggiungono le qualità di compositore e di arrangiatore e di esperto didatta con all’attivo metodi importanti. In sostanza, un artista a tutto tondo che per realizzare la sua arte ha scelto il modo di organizzare e pensare la musica tipico del jazz, ambito nel quale vanta una lunga e articolata carriera. Musicisti di assoluta duttilità, Micheli e Sotgiu possiedono una grande musicalità ed una non comune capacità di ascolto; il contrabbassista unisce alla mobilità melodica tipica del contrabbasso contemporaneo un senso del tempo, un walkin’ bass che proviene dalla grande tradizione degli anni ’50. Il batterista si distingue per l’originale dislocazione timbrica del ritmo, per la capacità di superare il
ruolo di puro sostegno ed inserirsi nella conversazione.
La serata conclusiva, invece, ha visto di scena domenica 1 luglio, (con inizio alle ore 21.30 presso il Parco Aldo Moro) un progetto davvero unico e originalissimo di elevata qualità, CREATURE DI SABBIA proposto da artisti riconosciuti in campo nazionale e internazionale.
La sabbia, il piano luminoso, un creatore di immagini e tre musicisti Massimo Ottoni - Creazione visiva, Tino Tracanna – Sassofoni, Antonio Zambrini - Pianoforte eStefano Bertoli - Percussioni.
Il progetto nato dal felice incontro tra un artista visuale e tre musicisti che decidono di coniugare le loro arti dando vita ad uno spettacolo dove musica e animazione si incontrano narrando storie di sabbia. Nella performance Massimo Ottoni, l’artista visuale, ha creato figure,personaggi,ambienti in tempo reale usando le mani come pennello e la sabbia come colore.
La sabbia lanciata sul piano luminoso, ripresa dalla telecamera e proiettata sul grande schermo, ha portato lo spettatore in un mondo figurativo-narrativo, a tratti informale, che chiama a sé la musica realizzata dal vivo, oppure, la segue in un alternarsi di situazioni e di storie raccontate dall’immagine e dal suono.
Il progetto ha coniugato la creazione visiva curata da Massimo Ottoni con la performance musicale realizzata da Tino Tracanna ai sassofoni, dal pianista Antonio Zambrini e dal percussionista Stefano Bertoli i quali hanno proposto in questo contesto una serie di temi originali. Le due dimensioni del progetto si sono intrecciate in uno spettacolo evocativo ed emozionante.
Oltre ai concerti, tutti ad ingresso gratuito, il festival è stato caratterizzato anche dall’allestimento, nei luoghi dei concerti e dei locali del Municipio, di una originale ed interessante mostra fotografica a tema dal titolo “Crocevia di Immagini Jazz”, curata da fotografi specializzati di grande esperienza, quali Maurizio Anderlini e Roberto Ciffarelli, anch’essa visitabile gratuitamente (ancora dal 9 luglio per due settimane).
Dopo l’indiscusso successo di questa terza edizione, andato ben oltre le aspettative dell’Associazione organizzatrice dell’evento, si ringrazia l’Assessore alla Cultura e Tempo Libero Patrizia Beretta e il Direttore Artistico Felice Clemente e le aziende che con il loro contributo hanno regalato quattro giorni di grande jazz.
Già si pensa al quarto Crocevia di Suoni, ormai divenuto uno degli eventi musicali più importanti della ricca estate lombarda per tutti appassionati.
…Appuntamento, dunque, al prossimo anno!
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